Combray

Posts Tagged ‘zazà film 1944’

Zazà di Renato Castellani

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica on 31 gennaio 2021 at 22:05

Fermo alla stazione di Saint-Etienne sul treno per Parigi, Albert Dufresne di professione ingegnere elettrotecnico scende per un cappuccino e perde il treno. Si ritrova così nella provincia francese in cui inizia la sua avventura.

Al bar della stazione incontra un bizzarro individuo; musicista, giornalista, autore di canzoni di nome Bussy che lo invita ad uno spettacolo dove le sue canzoni vengono interpretate da una sciantosa di nome Zazà. Albert è indeciso, Bussy insiste. Ci ritroviamo così all’Alhambra, Albert davanti ad una balaustra in un ambiente caotico e fumoso, Zazà è in ritardo come sempre. All’improvviso un gran trambusto all’ingresso principale, è lei, l’impresario le corre dietro, lei sorride, crea scompiglio tra i tavolini, si disfa di un boa di struzzo, si mette le scarpe, perde un guanto e sale sul palco senza essere nemmeno truccata.

Albert non capisce la provincia è l’unico che in mezzo a quel caos si sente spaesato mentre tutti cantano il refrain della canzone di Zazà, ha il treno a mezzanotte e mezza ma un guanto perduto da Zazà si frappone tra lui e il suo destino. Nel riconsegnarglielo in camerino ha un’esplicita proposta da parte di Zazà, la rifiuta e si reca in stazione. Lo ritroviamo poco dopo ancora all’Alhmabra per la seconda canzone di Zazà che questa volta si sfila un guanto e lo appoggia sulla balaustra davanti ad Albert. Questa volta Albert cede alla provocazione di Zazà e lo ritroviamo la mattina del giorno dopo nel letto della cantante.

Mi sono soffermato sull’inizio del film perchè l’ho sempre trovato coinvolgente ed trascinante nella sua decadenza formale, Isa Miranda è perfetta ed affascinante, calata perfettamente nel ruolo per cui George Cukor l’aveva scelta. Dopo aver passato la notte con Zazà, Albert ritorna a Parigi. La moglie e la figlia sono partite per la villegiatura a Vichy, Albert nasconde a Zazà di essere sposato e la invita a Parigi. Insieme vivono per un mese in un alberghetto di Montparnasse come marito e moglie.

Sequenze che si succedono nella fase centrale del film: l’onnipresente illuminazione del volto di Isa Miranda, il matrimonio di due giovani celebrato nell’alberghetto, il ritorno della moglie dalla villeggiatura, il ritorno di Zazà a Saint-Etienne, la scrittura per Marsiglia prima rifiutata e poi accettata. La rivelazione che Albert è sposato gli viene fatta da Cascard artista anche lui dell’Alhambra da sempre innamorato di Zazà. Spinta dalla gelosia si reca a Parigi dalla moglie di Albert per chiederle un chiarimento, l’incontro con la figlia di Albert la commuove, desiste nel suo tentativo e torna a Sain-Etienne. Ma Albert è ancora innamorato di lei e deciso a lasciare sua moglie sebbene, in un divertente incontro con Bussy, quest’ultimo gli faccia notare come una cosa non escluda l’altra.

In un doloroso incontro finale, sarà Zazà a rinunciare ad Albert proprio per amore. Nell’ultima scena Zazà, tra le tendine della sua finestra, vede Albert allontanarsi. Il cast oltre ad Isa Miranda ed Antonio Centa vede un mirabile Aldo Silvani nella parte di Cascard, Ada Dondini mamma di Zazà e Nico Pepe bravissimo nello scanzonato Bussy. Renato Castellani è qui alla sua terza regia, la fotografia è di Massimo Terzano che aveva già curato i primi tre film di Castellani e dato luce al volto di Isa Miranda in Malombra di Mario Soldati.

Il volume monografico Isa Miranda a cura di Orio Caldiron e Matilde Hochkofler riporta un altro finale che vi trascrivo: “In un drammatico colloquio con l’amante, Zazà, fingendo di anteporre al loro amore le esigenze della carriera, gli comunica la sua decisione. Sconcertato per l’atteggiamento di Zazà, Dufresne la lascia convinto che si tratti di una fredda calcolatrice. Sono passati molti anni: in un piccolo varietà parigino Alberto incontra Zazà, che ha sposato Cascard e si esibisce in locali di quart’ordine. Solo ora Dufresne scopre il grande sacrificio che Zazà ha compiuto per lui: quando l’accompagna alla stazione pensa che l’amore così bruscamente troncato potrebbe forse rinascere. Ma Zazà dal finestrino del treno ormai in corsa gli fa cenno di no. Il dolore e il sacrificio di quegli anni non devono essere inutili.”

Il film caricato proviene da una vecchio nastro VHS per cui mi scuso sin d’ora della qualità e delle imperfezioni.