Combray

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Stronzate culturali

In Cinema, Letteratura, Libri, News on 29 giugno 2013 at 16:22

zagor_odio

Dopo cento post e due anni di ininterrrotta attività, la prima vera crisi dura dentro in me (citazione mi pare di Guccini ma vado a braccio).

Motivi veri per continuare non ve ne sono, il mio odio generalizzato verso il genere (non correggo più nemmeno le cacofonie) umano ha raggiunto vertici himalaiani, me ne sono accorto la scorsa domenica al mare mentre distrattamente leggevo un vecchio numero di Zagor. Questo umile spazio in cui io, editore di me stesso, censuro unità espressive machiavelliche trasformandole da stronzate in forme, mi ha volgarmente imborghesito e ciò che costruivo per me stesso ha lasciato il posto ad un’immonda creatura che, udite udite, cerca riconoscimenti.

Ciò che prefiguravo si è avverato, il senso è il denaro, l’arte è essenzialmente borghese, e qualsiasi blogger ha nel profondo dell’animo il germe mediocre della visibilità, l’idea recondita che qualcuno lo possa pagare per ciò che scrive. Se ciò accadesse come mi comporterei, accetterei tagli, visti, censure, strutture standard, caratteri univoci, formattazioni definite ed interlineee di 1.5 punti?

L’altro ieri ho avuto la felice sorpresa di una mail di Pinuccio De Tarpoli  per una collaborazione al Costato della Sera. Ci siamo sentiti anche per telefono, persona squisita ma un po’ rigida. Mi ha chiesto un fondo per la prima pagina sull’attuale situazione politica ed io, che avevo qualcosa di pronto glielo ho mandato. Non si è più fatto vivo, eppure ho sempre considerato interessante la storia di Otto Fritz Gemmerich attendente al pezzo del Parisgeschütz, il cannone tedesco che nel 1918 bombardò Parigi da 120 km. Si inginocchiò per allacciarsi l’anfibio e non venne più ritrovato.

 

Il modernismo dimenticato

In Letteratura on 29 febbraio 2012 at 18:32

Il 1903, un anno come tanti altri. La Germania ottiene la concessione della ferrovia di Bagdad, Giovanni Pascoli pubblica I canti di Castelvecchio ed il 2 febbraio Robert Proust sposa Marthe Dubois-Amiot, matrimonio che costerà a Marcel diversi giorni di letto per febbre e mal di gola. Occuparsi del matrimonio di un fratello è impresa quasi altrettanto faticosa del proprio matrimonio, scriverà il giorno dopo a Madame Alphonse Daudet.

Se si fosse fermato in Rue de la Paix 15, presso il dottor P.R.Sanden ed avesse acquistato la Centuire Electrique “Herculex”, sarebbe guarito in un amen, avrebbe riacquistato forze mai avute, e la storia della letteratura avrebbe risparmiato molta carta. D’altronde, come recita l’incipit della réclame, virilità perfetta, forza e vigore sono qualità di cui abbiamo pieno diritto. L’elettricità è il rimedio del ventesimo secolo contro la debolezza di giovani e vecchi: nevrastenia, spossatezza, impotenza, mal di reni, nervosismo e varicocele. A differenza del modernissimo viagra, che come farmaco è tendenzialmente monomaniaco, la cintura cura un po’di tutto e può essere utilizzata anche dalle donne contro i reumatismi e i disturbi dello stomaco, del fegato, dei reni, della vescica e contro la costipazione.

I giornali ed i muri di Parigi, sono in quegli anni pieni di annunci mirabolanti su impotenza ed igiene sessuale, e numerosi sono i rimedi contro gli eccessi di qualsiasi natura, comprese le abitudini depravate. Vi risparmio la descrizione di una prodigiosa doccia a jet rotativo denominata “Marvel”, per la toilette intima delle signore, a cui si dovrebbero interessare tutte le donne. Ma il problema per gli uomini rimane e, come scrive il dottor Tissot nel 1760 – le frequenti emissioni di seme, rilassano, prosciugano, indeboliscono, snervano e producono una quantità di malattie – da qui la necessità di correre ai ripari. La Parigi del nuovo secolo, piena di Maison Tellier di maupassantiana memoria, corre ai ripari con le sue eccentriche cinture che compiacenti disegnano una città divisa fra carne e spirito.