Combray

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Cinema violato

In Cinema on 11 novembre 2012 at 07:52

Anni fa, when I was young amavo il cinema. Così, da lontano, senza mai giungere a compromessi che denunciassero fino in fondo il mio essere intellettuale. In quel tempo compilavo liste, stilavo capolavori da visionare pur nella consapevolezza di un’arte effimera che, terminata la visione lasciava l’amaro in bocca per un addio che non sarebbe stato mai un arrivederci.

Poi i tempi cambiarono ed il passato, che con il cinema si riuscì finalmente a catturare, non fu più tale. La tecnologia ci mise a disposizione formidabili strumenti per la catalogazione e la diffusione di opere altrimenti inaccessibili. Il 7 aprile del 1927, dopo quattro anni di lavoro, Abel Gance presenta a l’Opéra “Napoléon”. Abel Gance gira 15000 metri di pellicola secondo Georges Sadoul, 12000 metri secondo René Jeanne e Charles Ford. All’Opéra fu presentata una versione ridotta di 5000 metri ma non è di Napoléon film di cui voglio parlare, dato che ampi saggi lo hanno fatto già in maniera mirabile, ma del suo/mio rapporto con You Tube.

Molti anni dopo raidue trasmette in due serate (primi anni novanta se non ricordo male) una versione del capolavoro del maestro di circa 224 minuti, pari a 6109 metri di pellicola, calcolo molto arbitrario dato che in televisione la ricostruzione filmica avviene a 25 immagini al secondo, contro le 24 del cinema, il che comporta una diminuzione della durata del film di circa 150 secondi ogni ora e quindi quei 6109 metri saranno stati sicuramente di meno ma sto divagando sulla relatività del tempo. Il film non viene trasmesso da raitre alle 4 di mattina come solitamente accade oggi, ma da raidue intorno alle 23 diviso in due parti. Nella giungla delle versioni esistenti, si tratta di quella di Francis Ford Coppola musicata dal padre Carmine Coppola.

Conscio del drammatico avvenimento, vedo il film e lo registro in due cassette VHS di cui incollo le custodie di cartone tanto da generare un unicum. Anni dopo, considerato che buco dell’ozono e riscaldamento globale mettevano a repentaglio la qualità delle registrazioni accelerando l’antipatico processo di smagnetizzazione di un nastro, decido la conversione dell’opera in due DVD che mi dicono avere tempi di perdita dati più ampi, circa 250 anni.

Poi la new economy, le new technology e tutte queste stronzate varie mi conducono su You Tube e noto che c’è quasi tutto ma non tutto. Di Napoleon nessuna sequenza, solo frammenti inseriti in documentari o altri contesti. Penso, fra me e me, che è arrivato il mio momento. Anch’io posso contribuire, da situazionista, al progresso culturale del genere umano e condividere con altri ciò che ad altri è negato. Apro un canale su You Tube e comincio a caricare materiale vario di cinema, sequenze di film che contestualizzo con delle note. Poi un giorno di aprile di quest’anno carico 2’21” di Napoleon e più precisamente una mirabile sequenza pittorica dove Carlotta Corday uccide Marat nella vasca da bagno. Quella sera mi coricai sereno, consapevole ed orgoglioso del mio disinteressato contributo culturale alla rete. Fantasticavo di uomini lontani, magari in Papuasia o Pomerania, immersi nella visione del principe dei capolavori.

Senonchè, un paio di giorni dopo scopro che il mio account You Tube è bloccato per violazione del copyright e che, se non faccio attenzione, passerò guai ben più grossi. Mi si tuona che posso caricare solo filmati del tipo il mio gatto che sale su un albero o il mio matrimonio, facendo firmare una liberatoria a tutti gli invitati, gatto compreso se sa scrivere. Anche l’inserimento di brani musicali è severamente vietato, a meno che non si tratti di canzoni, sinfonie, musical esclusivamente composti ed eseguiti da me medesimo in frac. Alla terza violazione del copyright il mio account verrà definitivamente chiuso senza possibilità di appello, quindi in campana signor Mabeuf.

Dal signor K in poi la vita di ognuno di noi è fatta di complessi di colpa per cui ho continuato a caricare filmati considerandomi un potenziale criminale, un reprobo della società da isolare. Io che nella mia baldanza culturale pensavo di essere utile non lo sono, ed ora che passo alla seconda violazione per colpa di un film nemmeno tanto conosciuto (Ombre Malesi 1940 di William A. Wellman con Bette Davis) il mio futuro su You Tube è appeso ad un filo o meglio ad una violazione. Film rari e poco conosciuti come Roma città libera (1946) di Marcello Pagliero, Violette nei capelli (1942) di Carlo Ludovico Bragaglia, Due milioni per un sorriso di Mario Soldati, Campane a martello (1949) di Luigi Zampa evaporeranno improvvisamente, spazzati via da un colpo di mouse di un anonimo esecutore.

I link dei miei due canali su you tube sono in basso al centro della sidebar. Non si tratta di film completi ma solo di sequenze significative. Al canale di cui parlo nel post ne ho aggiunto uno nuovo esclusivamente dedicato al cinema muto.

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Un delicato artigiano

In Cinema on 25 marzo 2012 at 10:41

Che qualcuno si ricordi di lui. Tra il 1892 e il 1900, mezzo milione di spettatori vide i suoi spettacoli al Musée Grèvin di Parigi. Eppure il suo ruolo nella storia del cinema è considerato marginale. Fu il primo ad organizzare in maniera consapevole e creativa proiezioni cinematografiche su di uno schermo, davanti ad un pubblico pagante e con l’accompagnamento musicale in sala. Tutto accadeva sullo stesso boulevard dove gli uomini erano ancora prigionieri dei loro sogni.

Emile Reynaud disegnava direttamente sulla pellicola le sue pantomime luminose piene di poesia e di ingenuità. Il suo teatro ottico, da molti non considerato nemmeno cinema, era di scena tutte le sere al Musée Grèvin. Emile era nato a Montreuil sous Bois dove Georges Méliès costruirà il suo teatro di posa. Appassionato di disegno, sfruttò le potenzialità delle vecchie lanterne magiche per animare in modo più moderno i vecchi disegni. Grande artigiano, meraviglioso “pittore di film”, come lo definirà Sadoul, svilupperà in diverse tappe un suo mondo di immagini che avrà come punto di arrivo Le Théâtre Optique.

Il principio è identico a quello del prassinoscopio, già brevettato da Reynaud nel 1877, ma l’introduzione delle pellicole flessibili di cellulosa rende possibile un numero di pose o disegni illimitato e non finito come nel caso del prassinoscopio. Reynaud brevetta il Teatro Ottico il 14 gennaio 1889. Nel brevetto descrive il dispositivo come “…un’ apparecchiatura che ha per scopo di ottenere l’illusione del movimento con una striscia flessibile di lunghezza indefinita che reca una serie di pose che possono venir disegnate o stampate…”. L’idea di cinema dovrebbe essere tutta lì, in quelle poche parole ed in quell’illusione del movimento. Emile impiega tre anni per perfezionare il suo Teatro Ottico e per disegnare le striscie di pellicola con le sue storie.

Il 28 ottobre del 1892 ha luogo la prima rappresentazione delle sue pantomime luminose al Musée Grèvin: Un bon bock 700 pose 50m. 12-15 minuti, Pauvre Pierrot 500 pose 36m. 10-12 minuti, Clown set ses chiens 300 pose 22m. 6-8 minuti. Emile Reynaud stesso provvede a far scorrere manualmente la pellicola, la durata dello spettacolo può quindi variare di qualche minuto, ma i sogni hanno per caso conti stabiliti? La musica suonata in sala è scritta dal maestro Gaston Paulin, direttore dell’orchestra del museo e, per le prime rappresentazioni sarà proprio Gaston, dietro le quinte, a cantare la serenata a Colombina in Pauvre Pierrot.

Il successo degli spettacoli di Reynaud non è certo inferiore a quello dei Fratelli Lumière e tutto ciò avviene tre anni prima della famosa serata al Grand Café. Questi primi tre soggetti vennero presentati per oltre un anno ad un pubblico assiduo e numeroso e, a partire dal 1° gennaio del 1895 due nuovi film si aggiungeranno ai primi tre: Un rêve au coin du feu ed Autour d’une cabine 636 pose, 45m. 12-14 minuti di proiezione. Quest’ultima pantomima sarà la più famosa, perché giunta fino a noi completa, ma è l’anno, il milleottocentonovantacinque, ed un salone indiano che decreteranno la fine delle illusioni sul movimento, ma seguirà un triste, solitario y final. (5_continua)