Combray

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Neutro a terra

In Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica on 1 marzo 2015 at 08:38

neutro a terra

Gran bel film Nessuno si salva da solo regia di Sergio Castellitto dal romanzo di Margaret Mazzantini, il film raccontando la gioia e il dolore dell’ amore racconta l’essenza della vita, magnifici i protagonisti Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca.

No tranquilli, non sono impazzito, si tratta dell’incipit del servizio di Vincenzo Mollica fatto al tg1 dell’altra sera. A volte mi domando se io, pagato, sarei in grado di proferire certe stronzate.

Visto che non lo sono, posso raccontarvi liberamente la seconda parte del servizio in cui compaiono i due magnifici protagonisti, uno Scamarcio emaciato con indosso una risicata giacchetta da esistenzialista francese ed una Jasmine Trinca sofisticatissima, con mezza coscia di fuori che ci intrattiene spiegandoci il film (adoro chi vuole spiegarmi le cose, soprattutto i film).

Riporto per intero l’intervento sconclusionato (ma magari non l’ho capito io) della bella Jasmine che dice:

“Per quanto possiamo essere diversi, per quanto possiamo aver vissuto o meno situazioni del genere, possiamo essere maschi femmine giovani adulti c’è qualcosa di noi ed è per questo che il film ci chiama”.

Non pago di questo exploit, il giornalista di riferimento culturale principe di raiuno, la sera dopo si occupa di Marco Mengoni, sdoganato ampiamente ormai da tutti i più importanti intellettuali italiani, Fabio Fazio in testa.

Il servizio si apre così: “Essere umani è una delle più belle nuove canzoni che ha messo in circolo Marco Mengoni, è una canzone vera sincera di grande umanità nel segno della canzone d’autore. Il nuovo album di Marco Mengoni è già triplo disco di platino etc etc”

La canzone ha in effetti dei passaggi notevoli soprattutto nel refrain Credo negli esseri umani, credo negli esseri umani, credo negli esseri umani che hanno coraggio, coraggio di essere umani che trovo nella sua lacoontica plasticità addirittura sublime, ed io che pensavo di essere sopraffatto da una tv di stato becera e servile nei confronti delle grandi major discografiche.

Libertà per Mollica e Fazio, libertà di consumi culturali nobili e pregiati, al bando il medium che non istrada verso virtuosi intenti culturali il telespettatore.

Stanco, con rapido movimento del pollice chiudo il contatto del telecomando che mi permette la messa in stand-by dell’apparecchio. Spaesato apro la scatoletta di tonno che costituirà la mia cena, sognando atri a piastrelle di stazioni secondarie.

 

Il nuovo futuro

In Cinema, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica on 13 gennaio 2015 at 22:08

The Birth of a Nation di D.W.Griffith 1915.avi_004503040

Il prode Fazio intervista Marco Mengoni.

Dopo circa venti minuti in cui si fanno i pompini rapporti orali a vicenda, la decisione di farlo cantare è presa.

Costui, convinto di essere un’artista, si impegna, gorgheggia, sgrana gli occhi, muove in modo incomprensibile le labbra e la bocca. Finisce il pezzo tra un’ovazione che ha qualcosa di anomalo (ah, già, il pubblico è pagato).

Di soppiatto riappare il prode Fazio. Nella gelida manina stringe il prezioso CD di Marco destinato (secondo il conduttore) ad essere una pietra miliare della storia della musica (non solo italiana aggiungo io) roba da far schiattare d’invidia il fior fiore dei cantautori italiani, da Eros Ramazzotti a Emma.

E’ così che mi rimpinzo di cultura la domenica sera, quando mogio il mio pensiero volge al triste domani di fabbrica.