Combray

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Il supporto mnemonico

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 23 aprile 2017 at 09:36

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Caddi appiombo, come quelle anatre che, stanche di vivere, si lasciavano andare e smettevano di sbattere le ali durante le antiche migrazioni.

Homo ludens non lo ero mai stato, mi rinchiudevo in me stesso cercando di immaginare la mia carriera di accademico senza glutine intento nella riscoperta del passato. Così analizzavo con insistenza lo spettatore diseducato, la cultura incellofanata degli inserti dei giornali e riflettevo amaramente sulla maschera come divisione di classe.

L’altra faccia era il denaro a cui anelavo con cattiveria capitalistica. Beh non proprio, avrei voluto esserlo borghese e capitalista perchè si sa, un povero che diventa ricco unisce la missione del genio all’originalità della pagnotta mancante, termine con cui mio padre amava definire coloro che in fabbrica rinunciavano ad iscriversi al partito additando puerili scuse tipo un luogo geometrico da frequentare o una cena in trattoria.

La conoscenza poi di Mellifluo Scavazza non mi fu di aiuto. Alcolizzato, dedito alla religione nakfa, scrittore con il pallino della verità, raccontava nei suoi libri lo scontro dei gruppi egemoni in formato e/o reale nel senso che i protagonisti rinunciavano ad essere reali per diventare letterari.

Il suo più grande successo “Il supporto mnemonico” titolo di per se inconcludente se non con dei puntini, raccontava la penuria di anguille della bassa causata dai residui bellici che riaffioravano qua e là come leggiadre magnolie (in verità esplodevano facendo dei gran botti, per questo le anguille emigravano verso la foce e si spiaggiavano nonostante i pregiudizi dei mugnai che se le ritrovavano intorcigliate negli ulà dei mulini).

D’altronde aveva ragione Bacchelli quando sosteneva le istanze dei mugnai e quindi per fare buon pane non si dà macinatura migliore e più gentile di cotesta di fiume; ed in luogo dove si fece sempre il miglior pane del mondo, ch’è il ferrarese.

 

Resistenze

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 9 aprile 2017 at 10:24

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L’altra sera, mentre la mia parca cena mi proponeva il mio piatto preferito e cioè le Lenticchie di Babilonia, il disco di Nipkow era alimentato e sintonizzato sul primo canale.

La pur problematica scansione (a tutti nota) del mezzo, mi permetteva comunque di essere informato sugli avvenimenti del mondo.

In realtà la guardavo distrattamente dato che, tra una cucchiaiata e l’altra, sfogliavo di Andrè Thevet la Cosmographie universelle illustrèe de diverses figures, in fol. Paris 1575 che mi ero deciso ad acquistare dal droghiere sotto casa nonostante le pessime recensioni che avevo letto nell’agile volumetto stampato in Venezia per Sebastiano Coleti, Metodo per istudiare la geografia (Tutto ciò, ch’ha fatto il Thevet, è pessimo, e quest’opera è ancora peggiore dell’altre).

Venni distolto dalla lettura per un attimo, lo speaker del telegiornale era lieto di presentare a tutti gli italiani l’uscita di un nuovo film dal titolo Moglie e marito. Contestualmente, la melliflua voce di vincenzo mollica partiva nel suo classico panegirico di mezza sera che vi riporto integralmente: “Moglie e marito opera prima di simone godano è una commedia poetica e spassosa e riuscita. Protagonisti bravissimi kasia smutniak e pierfrancesco favino”.

La misera storia prometteva risate e spasso per due ore, la nuova commedia all’italiana finalmente strizzava l’occhio ai grandi plot d’oltreoceano, rinunciando definitivamente al suo squallido provincialismo.

Seguiva l’intervista ai due protagonisti che decantavano le loro gesta regalandoci anche il loro mainstreampensiero con la bella kasia che affermava: “E’ stata un’ esperienza molto interessante, ho capito molto di più del mondo maschile, ho visto un po’ me stessa da fuori con tutte le mie piccole cavolate che faccio giornalmente. Ci sto lavorando sopra”. Il regista poi rincarava la dose dato che: “Entrando nel corpo dell’altro si scopre qualcosa di più del previsto” frase che a me sembrava non voler dire un cazzo ma che a mollica è andata bene.

Il mini-trailer che è seguito ha confermato la bontà dell’opera, ma ha avuto il torto di eliminare la sequenza clou del film, quella in cui la smutniak, seduta a gambe aperte sulla tazza del water esclama: “oh cazzo c’ho la figa”.

Poi il disco di Nipkow si è inceppato, il volume del Thevet, vista l’età, mi si è spaginato e sono andato a letto.

Stordito da tanta bellezza non riuscivo a dormire, ho rispolverato allora una vecchia litania che utilizzo in questi casi…Visconti opera prima Ossessione, Antonioni opera prima Cronaca di un amore, Pasolini opera prima Accattone, Zurlini opera prima Le ragazze di San Frediano, Lizzani opera prima Achtung! Banditi!

Autopsia-club

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 8 aprile 2017 at 07:32

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Secondo quanto scrivono i giornali americani s’è formata recentemente a Chicago una società che si chiama Autopsia-club, la quale persegue scrupolosamente lo scopo indicato dal titolo, cioè l’esame anatomico del cervello di ognuno dei membri dopo la sua morte.

Se qualcuno desidera far parte di questa società deve giurare dinanzi a testimoni che… l’eventuale contenuto della sua cassa cranica deve essere proprietà assoluta dei membri superstiti, mentre i suoi parenti si obbligano in iscritto di non fare objezione alcuna se i soci del club dopo la morte del loro compagno, fanno valere le loro pretese sulla strana eredità.

L’iscrizione del presidente PD Orfini è stata rifiutata.

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In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 22 gennaio 2017 at 11:12

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Un atroce misfatto è seguito in Calabria, del quale se ne dà contezza con l’appresso Lettera. «In questo mio breve giro di visita mi sono inorridito ad un barbaro caso accaduto in un luogo vicino alla mia Diogesi. Una Vedova che voleva passare a seconde Nozze con un giovine da lei preteso, vedendo che questi trovava difficoltà di sposarla per due teneri figli che avea del primo matrimonio, prese la scellerata risoluzione d’inumanamente ammazzargli ambedue, come effettuò, colle proprie mani. È stata trasportata la rea nel Tribunale di Cosenza per ricevere il gastigo condegno all’eccesso».

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In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 7 gennaio 2017 at 15:30

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Una tal fanciulla Olandese nata in Nimberg, mossa dalla grazia trionfante del Signore prese l’ottima risoluzione di abbandonare gli Errori de’ Protestanti per darsi alla Religione Cattolica Romana: per questo si partì co’ suoi genitori Silverio, e Geltrude Himbraun per andare a Roma ad abiurare. Giunge essa in compagnia di loro al confine della Toscana per la parte di Bologna: e affaticati tutti dal cammino si adagiarono all’aperta campagna per prendere qualche riposo, ed in fatti la giovane figlia si addormentò, ma non già i suoi genitori, che seguitando il viaggio l’abbandonarono: essa svegliatasi si trovò con suo massimo stupore, e spavento sola, ed in luogo disabitato; per cui forse lusingata dalla speranza, di raggiungerli, riprese velocemente il cammino, ma senza sapere ove fossero diretti i suoi passi; in questa incertezza camminando si condusse a Firenze, e trovandosi vinta dalla stanchezza, e dal dolore, che le cagionava una vera malattia, pensò di andare a trovare uno Spedale, e le fu insegnato quello di Santa Maria Nuova, ove spiegate le sue Cristiane intenzioni è stata assistita, ed istruita da quei PP. Cappuccini, e da altri Sacerdoti nei Dogmi della vera nostra Religione, ed in seguito nel dì 29 del caduto fece l’abiura solenne nelle mani del nostro Monsig. Arcivescovo, dal quale fu munita di due Sacramenti della Confessione, e della Cresima; poi fattosi alquanto pericolosa la sua corporea infermità le fu amministrato la Sacra Eucarestia.

Sette anni

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 26 dicembre 2016 at 11:15

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Avevo sette anni ed ascoltai distrattamente la notizia alla radio, mentre mio padre rassettava la sua collezione ormai quasi completa di santini precolombiani, in cui spiccava su tutti l’arcitupamaros Xuziatt famoso per essere stato il primo a dirimere questioni religiose con azoto liquido.

La vendita all’asta della Linea Maginot era ormai quasi tutta aggiudicata. Svaniva così il mio sogno di settenne di accaparrarmene una parte per passare la mia vecchiaia in una casamatta nelle ardenne con sulla porta la scritta «On ne passe pas» onde evitare le tipiche rotture di coglioni a cui ognuno di noi è soggetto in vecchiaia.

Invano tentai di convincere mio padre all’acquisto impegnando una parte di santini, si rifiutò categoricamente inducendo scuse puerili ed inventandosi addirittura di aver conosciuto, ad una mostra di santini precolombiani, André Maginot che amaramente gli rivelò l’inutilità dell’acquisto, visto le forti tasse sulle casematte che all’epoca si attuavano in Francia.

Fu così che rinunciai ai miei sogni di baby-palazzinaro e l’opera che mi porterà al successo anni dopo, rifletterà tutto il tormento di quei giorni soprattutto nel racconto «Episodio in Fa minore» in cui il protagonista Demth Eckkstud entrerà in seminario dopo una vita di bagordi passata a vagabondare al confine franco-tedesco.

Qualche giorno dopo e più precisamente il 4 luglio, nel tranquillo caldo di inizio estate, la radiolina di mio padre sintonizzata sul GR1 annunciava la formazione del nuovo governo. Andreotti presentò alla Camera e al Senato il nuovo esecutivo DC-PSDI-PLI con l’appoggio del PRI.

Chiesi a mio padre cosa significasse appoggio ma non mi rispose. Lo chiesi allora a mia madre che credo non capì, dato che mi disse che prima delle undici non potevo fare il bagno data l’abbondante colazione che avevo consumato quella mattina.

Deluso quel giorno non feci il bagno, mi immersi nella lettura del mio scrittore preferito, quel Studdard Wellinhouse oggi ingiustamente dimenticato da tutti.

Compagni disattenti

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 20 novembre 2016 at 08:32

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Sinfonia d’autunno, bel titolo, il flauto dolce contralto utilizzato da Händel, la scoperta di un mondo e di due film (che fine ha fatto baby Jane mi chiedo, patologia del cinema italiano credo) Ken Loach ed un film sincero, Cannes ed i sensi di colpa delle giurie corrotte dalla decadenza del cinema (ti premio ma togliti dalle palle per un po’) e così Daniel Blake è misurato, reale, un po’ triste, neorealista in grigiocolore mi chiedo poi se abbiamo bisogno di un cinema misurato, meglio i nostri 7 minuti, Michele Placido ed il suo lavoro attento (sic), cinema misurato anche questo ma per far piacere ai capitali dei finanziatori, d’altronde non vedo come uscirne, tutto fuori dalle righe, il finto romano, il finto dialetto l’identificazione del topos deformando la realtà, allora meglio l’immensa Rina Morelli che doppia Bette Davis e Lydia Simoneschi che doppia Joan Crawford (a questo punto il film lo posso anche sentire). La natura mistificatoria ed indiscriminatamente reazionaria del film, l’utilizzo di attrici-non attrici, cantanti fintamente impegnate, la volontà di un film distrattamente politico, il ricordo di Godard e delle immagini necessarie, la visione disattenta.

L’Italia farà da sé, penso fascistamente convinto, mentre sprofondo nella poltrona nella visione de I Compagni di Monicelli.

Poéte Toscan

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 13 novembre 2016 at 10:46

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Dante Alighieri. Poéte Toscan, né à Florence l’an 1265, mort à Ravenne en 1321. Dante avoit beaucoup de génie & de talent pour la Poésie. Il y a de la délicatesse & de l’aménité dans son stile, mais ses vers Italiens sont, la plûpart, dangereux par les traits satyriques, dont il les a remplis. Il n’a point même respecté le St Siége, qui l’a mis au rang des Auteurs centurés. Dante nous a aussi laissé des Poésies Latines, intitulées De Monarchia Mundi.

 

Buonumore serale

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 26 settembre 2016 at 22:51

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Hai più culo che anima. The Deer Hunter di Michael Cimino, quella mattina filai come un treno in bicicletta, vento, mare, promesse. Devi contare su un colpo solo, il cervo non ha il fucile.

Il cinema di oggi, il cinema italiano di oggi, l’amore per Visconti, le scene di ballo in Senso e ne Il Gattopardo. L’oscillazione del pendolo, imperocchè è noto che i gravi discendono verso terra, dimostrò l’analogo schema utilizzato. Film reazionario, i Viet Cong cattivissimi (ma erano contadini), l’america dimenticata degli operai, la comunità russa (o ucraina?), vuoi crepare in questa palude?

III atto: Ritorno a casa, II atto: La guerra, I atto: Il matrimonio. Il consenso precostituito, Marco Ferreri a New York, Ciao Maschio, La donna scimmia, film singolare, la guerra vista su di uno sfondo di cartapesta, anonima, distruttiva e senza speranze, mi ricorda Germania in autunno del collettivo tedesco, questa relazione è assai curiosa e stimata. Il disastro americano nel Vietnam, Pennsylvania, God Bless America my home sweet home. La perdita dell’innocenza sia culturale che ideologica, film ruvido, film lucidati e levigati.

L’ABI sponsorizza attività culturali e di restauro. Le banche come motore primario per il sostentamento (culturale) del paese. Il presentatore è un oco-giulivo che si diverte a raccontare aneddoti del cazzo sull’esproprio dell’assetto oligarchico della nazione.

Si raccolgono fondi per la ricostruzione di paesi, sabbia di mare, tondelli fuori misura (per difetto), l’idea della precarietà del mattone, la corruzione come cemento epifanico della politica, l’umor nero che avvolge con molta pompa i miei giorni, la genuflessione rozza che regalo ai cosiddetti uomini liberi, ma la musica oh si, eccola, legittimo jazz che tronca espressamente il mio buonumore serale.

Con fatica risalgo, avvampo le mie notti di dolce arsura, imbarcarsi e declinare con virile sdegno verso commissioni scabrose.

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In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Uncategorized on 18 settembre 2016 at 11:10

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Il 16 settembre a Torbole sul Garda, la bimba Alice Sarago di anni 3 cadeva nel lago. La madre, benchè ignara del nuoto, si gettava nell’acqua profonda e raggiungeva la figlia. Mentr’essa stava per soccombere, l’avanguardista democratico Remo Notatori che transitava nei pressi a bordo di un apecarro bardato per la campagna referendaria del SI, abbandonava l’automezzo sul ciglio della strada e, attratto dalle grida della signora, si lanciava al suo soccorso riuscendo a trarre in salvo la madre e la bambina che assicurarono prontamente il loro voto positivo all’imminente referendum costituzionale.