Combray

Archive for gennaio 2016|Monthly archive page

Notizie del mondo_7

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 31 gennaio 2016 at 09:06

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A un passaggio a livello sul tratto Napoli-Benevento, il diretto investiva un carretto guidato da un certo Pasquale Sarago di anni 19.

L’urto faceva sbalzare il alto il Sarago il quale ebbe la fortuna di cascare su di un carro carico di paglia noleggiato dal partito democratico per l’imminente campagna elettorale campana.

Nel volo il carrettiere smarriva la tessera del partito democratico, recuperata nel pomeriggio dai pompieri nel terrapieno adiacente la ferrovia.

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Notizie del mondo_6

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 30 gennaio 2016 at 08:18

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A Biscazzino sulla riviera di ponente il ciclista sessantottenne Alcide Tartilli urtava violentemente contro il parapetto della via Aurelia e, descrivendo in aria un volo di 8 metri andava a cadere in mare.

Il giovane you dem Alfonso Mirteti di Novi Ligure si gettava prontamente in suo soccorso e, dopo essersi appurato mediante perquisizione della giacca che il Tartilli fosse iscritto al partito democratico, lo traeva in salvo svenuto e ferito.

Felicitazioni sono giunte dalla locale sezione scout “Matteo Renzi”.

Notizie del mondo_5

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 24 gennaio 2016 at 09:05

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Il 29 dicembre scorso, la signora Ava Necchi di Busto Nereto, operaia metalmeccanica in una fabbrica di rossi, credendosi sola in casa estraeva da una botola una grande bandiera del partito democratico e la baciava inneggiando ad Orfini.

Quattro rappresentanti di fabbrica della Fiom irrompevano nella stanza intimando alla signora di consegnare la bandiera.

La donna all’intimazione rossa non si lasciava strappar di mano la bandiera, ma si avvolgeva in essa inneggiando ancora, questa volta in modo lascivo, ad Orfini.

Colpita a morte lanciava un suo ultimo grido di fede questa volta intonando una canzone di Jovanotti.

La nuova umanità

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 17 gennaio 2016 at 12:27

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Diciamolo con nobile orgoglio: questo paese non è in fondo malaccio, no no, non lo è proprio. Qualche sera fa, mentre allegramente ripetevo dentro di me questa curiosa litania, apparve qualcosa di bianco e nero nell’immancabile servizio culturale del telegiornale.

Il mollica di turno, proclamava con pacchiana sicumera il ritorno nelle sale di un capolavoro della storia del cinema restaurato dalla Cineteca di Bologna. Questa volta dovetti a malincuore essere d’accordo con il garrrulo mollica di turno, come infatti mettere in discussione Il Grande Dittatore di Chaplin?

Il panegirico pindarico, adoro questo allegro neocalambour, questa volta ci stava tutto, film prodigioso, capolavoro, parodia grottesca, impasto tragico, oscillazione marcusiana tra patetico e comico. Tutto era perfetto nel servizio, le parole, le immagini, lo stacco finale sulla giornalista che sorridendo dentro di se pensava: “Beh, domani sera andrò a vederlo, non mi toccherà fare il solito pompino al capostruttura di turno”.

Anch’io nella mia ritrovata baldanza culturale, accettai il fatto compiuto. La pellicola sarebbe tornata nelle sale, finalmente un segno del neo partito della nazione. Il partito democratico aveva finalmente messo in atto il suo piano per la deruralizzazione dell’impero. Promisi solennemente sul busto di Georges Melies, che orna come centrotavola il mio soggiorno, che mai avrei perduto un’ occasione simile e al cinema lo avrei rivisto. Poi mi scontrai con l’amara realtà.

L’ attrezzatissima multisala della mia città ignorò il film, le altre tre nei dintorni di questo fottutissimo paese fecero lo stesso, la monosala dove solitamente mi recavo per visioni particolari era passata anche lei in 4K e, sotto ricatto delle major, proiettava il film di zalone ormai paragonato dalla corruttissima critica nostrana a Chaplin e Keaton. Scovai soltanto un cinemino a 35km da casa che l’aveva in cartellone per una sera. Feci due rapidi conti benzina+chilometri+autostrada+tempo e desistetti.

Affranto feci una severa autocritica sul modo personalissimo con cui anni fa affrontai la fruizione dell’arte, scevra da compromessi e intingoli culturali di regime. Decisi di cambiar vita e lo feci. Il giorno dopo mi recai in un centro commerciale e comprai uno smarthphone, la sera stessa al cinema Margherita sghignazzai a più non posso di fronte alle trovate di Checco Zalone, mi divertii assieme agli altri e, per la prima volta nella mia vita, mi sentii partecipe di un progetto globale che mi avrebbe reso finalmente felice.

Tornai a casa tristissimo. Il giorno dopo mi iscrissi al partito democratico.

Notizie del mondo_4

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 17 gennaio 2016 at 09:04

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Venerdì 15 gennaio a Palizzi presso Ripascoscesa un cinquantenne certo Edoardo Turiati caduto nelle acque di un canale, veniva scorto da un passante che chiamava gente.

L’avanguardista democratico Pino Guidopini subito accorso si gettava in acqua ma, sfinito e colpito da assideramento, stava per essere trascinato dalla corrente. I vigili del fuoco chiamati sul posto portavano a fine la difficile manovra del salvataggio.

Il pompiere Gotellini, chiaramente iscritto al partito democratico, aggrappato a una scala dovette sorreggere a lungo il corpo del Guidopini e al tempo stesso trattenere coi denti una fune a cui era legato il Turiati.

A salvataggio avvenuto il Guidopini, ancora mezzo assiderato, veniva degradato in pubblico appiccando il fuoco alla tessera del partito democratico numero 14389 a lui non degnamente intestata.

Notizie del mondo_3

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 17 gennaio 2016 at 07:49

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Parmise Calabro: contininuano in questo Dominio le dirotte piogge, ed hanno cagionato tanto pregiudizio nel Polesine con l’inondazione, che ci danno a temere di scarsissima raccolta in quelle parti: frattanto i grani, ed altre biade ogni giorno crescono di prezzo.

Le ultime lettere dalla Germania ci avvisano, che il Sovrano di Prussia seguita nella sua indisposizione di gotta, che non poco lo disturba.

Notizie del mondo_2

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 10 gennaio 2016 at 08:25

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Un balilla del partito democratico di Borgo San Pedice, tale Livio Franchin scorgeva in mezzo a un passaggio a livello una donna che si sforzava di liberare il suo bimbo dalla stretta delle rotaie dove il piedino gli si era incastrato.

Con mirabile sangue freddo il Franchin, mentre il treno pieno di facinorosi operai rossi sopraggiungeva a tutta velocità, correva verso il bambino e, facendo leva col bastone della bandiera del partito democratico che portava sempre con sé, giungeva appena in tempo a trarlo in salvo.

Notizie del mondo_1

In Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 9 gennaio 2016 at 09:03

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Un povero uomo d’un appetito voracissimo, solito inghiottire con i suoi alimenti delle pietruzze, del feltro, e altre simili materie, è morto repentinamente a Ihlefeld.

Informato il Giudice del luogo di questa particolarità, ordinò che alla presenza di Medici, e Chirurgi si facesse la sezione del cadavere di costui: lo stomaco lo aveva assai spazioso, e poteva contenere circa 10 libbre d’acqua.

Furon trovati in quel viscere diversi pezzi di carne mezza digerita, e una pietruzza. Tre di quelle ne aveva nell’intestino Ileon, 63 nel Colon con due bottoni di rame, e 6 frammenti di un pezzo di stagno. Quest’uomo difficilmente saziava il suo appetito, mangiava 13 libbre di carne di manzo, beveva 12 mezzette di vino senza soffrire il minimo incomodo.

Una tal particolarità ha dato luogo a una Disputa, che è stata sostenuta ultimamente in questa Città, e che tende a provare quel che dice il celebre Sig. de Buffon sul fine del suo discorso sugli animali carnivori, che quando muojono dalla fame, non è già perchè il corpo non sia nutrito, ma perchè mancano al medesimo le opportune fecce, e di ciò ne allega tutte le ragioni nella sua Storia Naturale Tomo VIII.

 

 

Quadro Ciclico

In Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 6 gennaio 2016 at 09:00

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Era un martedì sera di qualche mese fa e, mentre mi accingevo alla manipolazione del pene per raggiungere l’orgasmo, pratica solitamente riservata al lunedì che per motivi contingenti non si era potuta espletare, l’elettrodomestico di riferimento della cultura italiana, sintonizzato a caso, catturò la mia attenzione.

L’azzimato presentatore al soldo del servizio pubblico preannunciava l’intervista ad un importante personaggio dell’ intelligencija  italiana. Sempre attento ad ogni fenomeno culturale del mio paese, abbandonai la lasciva pratica spinto da un moto di patriottico orgoglio.

Il conduttore Giannini rotti gli indugi chiamava maestro Michele Placido, lanciandosi poi a capofitto in un panegirico pindarico sulle capacità attoriali di Ambra Angiolini, a suo modo di vedere di una maturità assoluta che spaziava da Sarah Bernhardt ad Anna Magnani a Micaela Ramazzotti.

Bonariamente interveniva il Maestro.

Inquadrato dal regista in uno ieratico primo piano, mostrava tutte le stimmate dell’artista: sguardo lascivo, capelli bianchi sulle spalle, baffi che vagheggiavano ad un trash molto ricercato. Il suo intervento si concentrava ancora sull’attrice, a suo modo cresciuta e matura ormai per il grande passo dell’oscar, ma soprattutto sulla critica ancora irregimentata su infingarde posizioni di retroguardia a cui il governo avrebbe fatto bene a far sentire il manganello.

Quello che nel mio saggio “L’invischiamento pernicioso dei mass-media” chiamavo Quadro Ciclico si era compiuto. L’incapacità di uscire vittoriosi dal ghetto fetido della cultura ufficiale italiana fatta di pompini, soldi pubblici e mostre di Caravaggio.