Combray

Cobalto scaduto

In Cinema, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica on 1 giugno 2014 at 09:29

cobalto scaduto

Il 14 febbraio 1977, la mummia di Ramses II venne presa in cura in non so quale ospedale di Parigi. Per curarla si impiegò del cobalto che in quegli anni si diceva facesse un gran bene, penso per i reumatismi.

Diletti oziosi direte voi, non sapendo che la mia strategia proletaria mi porta spesso a parlare della centralità operaia nella fruizione dell’oggetto cinema. In realtà se l’oggetto cinema si riduce a Fausto Brizzi e Virzì, allora temo che all’interno di una chiara logica capitalistica devo rifugiarmi nel caro Nunzio Malasomma.

L’odiosa prassi di ridoppiare film classici per farne edizioni in dvd più appetibili per la massa, corre il rischio di far parlare Humprey Bogart con la voce di Pino Insegno o di Gerry Scotti. Quando il pubblico sente una voce amica si appassiona, non male sarebbe allora far doppiare Nikolaj Čerkasov in “Ivan Groznyj” da Scamarcio o peggio da Mastandrea, che forse ignora il lento ed inesorabile voltarsi del grande attore sovietico per osservare la popolazione russa che in sterminate file muove al convento dove Ivan si è ritirato.

Ecco perchè nel panorama sclerotizzato del penoso cinema italiano di oggi, l’opera prima di Nestore Giavazzi appare come fresca rugiada di aprile. La storia degli ultimi giorni di quel grand’uomo che fu Wurtz Schopwzpe, si incastra magistralmente con gli ultimi giorni della repubblica sociale mettendone in evidenza le contraddizioni populistiche.

Da un lato la storia d’amore di Wurtz e Marta che si dipana agevolmente rispettando lo spettatore, relegandolo all’interno di quel “terzo fronte” che Lukaks ben descriveva nel suo bel saggio “Populismo e pornopopulismo fin de siècle”, dall’altro lo spirito rivoluzionario di un epopea oserei dire finita mestamente nella merda. Ma se Godot de Mauroy fornisce un domicilio falso per mettersi in salvo, nulla potrà contro gli sgherri di sir Williams O’Neary che lo inseguiranno fino all’inferno.

Ottima la colonna sonora di Marcel Beaupreau su cui spicca il brano “Uggioso trastullo” cantato dal mezzo-soprano Pina Kergaz mentre è in bagno.

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