Combray

Intelligencija appassita.

In Cinema, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica on 24 novembre 2013 at 07:58

annabella_i tre diavoli

I tre diavoli è un film del 1935 per la regia di Nicolas Farkas. Ho trovato il vhs nel cestone dei film a 50 centesimi nel dantesco mercatino in cui ogni tanto mi affaccio per controllare i vari cerchi.

Mi ha colpito la frase di presentazione del film in cui forse involontariamente si consigliava di non comprarlo, per via di una non eccezionale riuscita artistica: “Un Jean Gabin agli esordi in un film senza pretese ma con un certo valore storico”. Che bello se vivessimo tutti in pace ed armonia dicendo le cose come stanno; questa cosa non è eccezionale ma se volete vederla non è un problema, questo scrittore è mediocrissimo ma che c’è di male a leggerlo.

Io, che nella mia triste e cupa miseria artistica ho sempre pensato che essere bravi fosse difficile, vegeto in cotesta Italia appassita e tenacemente avvinghiata ad un meschino senso dell’onestà intellettuale. Scopro così che tal Micaela Ramazzotti, che ho visto di sfuggita in un filmetto ed a cui non avrei dato una lira, è una delle più brave attrici italiane, vincitrice di premi a ripetizione fra cui il David di Donatello 2010 quale miglior attrice protagonista per “La prima cosa bella” di Paolo Virzì. Vado più a fondo e scopro che è anche moglie del suddetto Paolo, che il David di Donatello è il più importante premio sul cinema italiano e che nel suo albo d’oro prestigioso compare anche Ambra Angiolini che nel 2007 lo vinse per “Saturno Contro” come miglior attrice non protagonista.

Ma tu chi cazzo sei per criticare senza averne i titoli, ma lo sai che la giuria è composta dal fior fiore dei giornalisti italiani, da registi, da sceneggiatori, insomma dalla crema dell’ intelligencija culturale italiana? Non vi preoccupate che sto per smettere, ho ancora poco da dire, solo un ultimo lavoro su di un film italiano introvabile e poi vaffanculo a tutti.

Mi rituffo allora nei miei Tre Diavoli, in Jean Gabin ed in un oscura minaccia che mi si prefigura continuando a leggere la custodia di cartone della cassetta: “ Attenzione: il seguente programma è stato registrato senza il segnale di croma, per una corretta visione del film si consiglia predisporre il selettore mode color del videoregistratore nella posizione auto o b/w”.

Giunto a casa, trepidante avvio il gruppo elettrogeno ecologico a base di girini del mar morto che fornisce elettricità ai beni voluttuari (ho sempre collegato cultura e rispetto dell’ambiente, i film a colori inquinano di più di quelli in b/n e non andrebbero girati, figuriamoci visti) ed inserisco il vhs nel lettore. Tutto si avvia in modo corretto, la meccanica del dispositivo svolge il nastro e lo tende sui rulli che permetteranno lo scorrimento attraverso la testina magnetica per la lettura, il livello di smagnetizzazione del nastro è ancora a livelli decenti per cui le ombre che intravvedo mi danno l’idea del film come di un potenziale capolavoro mancato.

Un circo scalcinato, due trapezisti amici che litigano per una donna, il finale con il colpo di scena e la riconciliazione. E’ notte quando la parola Fin compare sullo schermo. Mentre disattivo il gruppo con i girini in chiaro affanno, ripenso alla giornata trascorsa: come sabato sera non è stato malaccio.

Il film esiste (vi risulta che io scriva cazzate?) controllate su epifanies.

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