Combray

Pagliacci moderni

In Cinema, Letteratura, Libri, News on 9 giugno 2013 at 06:34

pagliacci moderni

L’impressione di essere stato catapultato in un brutto sogno o peggio in un pessimo film italiano di Ozpetek o che so io di Virzì.

Il tuo nuovo canale offre il branding su più dispositivi, consulta la best pratice per trovare l’ispirazione, compatibilità con i display retina, adattamento ai display non-retina in cui l’immagine verrà scalata per ottenere la metà delle dimensioni con le stesse proporzioni, l’area di sicurezza di 1546×423 pixel, quella flessibile di 507 pixel a destra e 507 pixel a sinistra e mi fermo qui per motivi di decenza antropologica.

E’ questa la rivoluzione copernicana di cui si è farneticato per mesi su You Tube, e che è diventata realtà lo scorso mercoledì 5 giugno. Il nuovo canale unico di You Tube a cui tutti, nessuno escluso, hanno dovuto sottostare senza possibilità di scelta. In pratica chi come me aveva un canale o due (i link sono sotto) impostati con una certa grafica e con determinati colori, si è ritrovato dall’oggi al domani con un canale completamente diverso in cui non sarà più possibile personalizzare in maniera completa la struttura e lo sfondo.

Si avranno in pratica tutti i canali simili (non per niente è stato ribattezzato canale “unico” di You Tube) con uno sfondo bianco e con una foto da inserire centralmente che se non è minimo di 2048 pixel di larghezza per 1152 di altezza, non solo non viene accettata dal tubo maledetto, ma venite anche sbertucciati per non dire presi per il culo come poco tecnologici.

Insomma niente più cani sciolti e pericolosi estremisti che si affidano all’essenzialità delle forme per rendere chiari e leggibili i propri contenuti.  Il tutto per soddisfare i nuovi gadget infami come tablet, smartphone o qualsiasi altro dispositivo dotato di pixel, la struttura primaria dei loro cervelli immagino. Il passaggio è fondamentale, rendere accessibili a tutti i contenuti del web in qualsiasi posto ed in qualsiasi luogo. In autobus, sul tram, in metro, sul calesse e alle giostre, se ho voglia di vedermi Madame Tallien con la divina Lyda Borelli (a proposito troverete il film sul mio canale di cinema muto) ho il sacrosanto diritto di farlo.

Oh si immagino un mondo migliore, con frotte di tizi tatuati dal chiaro aspetto lombrosiano che discettano sulla divina, mettendola a confronto con Francesca Bertini o con Pina Menichelli, magari appesi al mancorrente del tram litigare sulla sceneggiatura troppo liberty di Rapsodia Satanica e su Nino Oxilia suo indimenticato e sfortunato regista. Ehi, corruttori di menti labili, mi avete convinto, corro ad aggiornare i miei canali armandomi di righello e calcolatrice scientifica per un calcolo preciso dei pixel ed immensamente felice per aver reso uniforme il mio brand tra dispositivi diversi.

Mi verrebbe da chiosare “coglioni” ma, essendo un signore, mi trattengo.

 

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