Combray

Triviale ma espressivo

In Letteratura, Libri on 17 agosto 2012 at 14:59

E veniamo finalmente al sommo generale di cui il Melzi non omette nulla, puntinando solamente la celebre esclamazione:

Cambrònne, b. Generale fr., cui verrebbero attribuite le famose parole dette a Waterloo: «La Guardia muore, ma non si arrende». Senonchè più verosimilmente gridò agli Inglesi una parola triviale, ma espressiva di 5 lettere (m…a). 1770†1842

Ciò risulta quantomeno singolare dato che la voce Merda nel Melzi esiste (s.f.triv.Sterco) e se più verosimilmente gli gridò questa parola perchè non nominarla per esteso, dato che il Nuovissimo riporta anche altre parole con la stessa radice, da Merd=áio; s.m triv. Luogo ove si raccoglie la merda a Merd=aiòlo; s.m Chi va attorno raccogliendo sterchi per venderli. Da notare è che se i primi due termini sono triviali, il terzo non lo è dato che si parla di un lavoro infame, ma sempre di lavoro si tratta, tutto sta nel definire il profilo psichico di chi questi sterchi decide di comprarli.

Per rimanere nel tema (specifico: generali, Cambrònne, Waterloo etc.)  interessante è l’infanzia del Bonaparte, imperatore dei Francesi, uno degli uomini più grandi che siano mai apparsi. Questa volta le curiosità ed i dettagli dimenticati, che nel Melzi fanno l’uomo, appaiono subito all’inizio. Napoleone nacque in Ajaccio (Corsica) la domenica 15 agosto 1769, in pieno sole appena reduce la madre dalla chiesa. La leggenda narra che il neonato fu deposto sopra un tappeto istoriato di gesta omeriche. Questa volta il Gian Battista ipotizza che forse trattasi di leggenda e prosegue: “Battagliero sino da bambino, manesco, violento, dette subito segno di volontà propria. Sperando di mitigarlo, venne posto, per 5 anni, in un asilo di bambine!” Poi più niente, le solite cose su Napoleone, dal “Dio me l’ha data: guai a chi la tocca!” alle sue memorie a Sant’Elena dettate a Las Cases.

Il Melzi prosegue poi con i vari Napoleoni II, III etc. fino a Napoletano che non era allora il nativo di Napoli e zone limitrofe ma: “Per gli abitanti della valle del Po (Italia settentr.), una consuetudine, non rispondente a verità, fa essere sinonimo di abitante dell’Italia centrale e meridionale  il nome di Napoletano. Se in un certo senso si può giustificare l’estensione a tutto il territorio dell’ex-regno di Napoli, e quindi ai suoi abitanti, è buon uso limitarlo alle province di Napoli e viciniori, cioè della Campania propria.” Ah, dimenticavo,Viciniore; ag.2g.leg. Il più vicino.

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