Combray

Incantatori che vivacchiano

In Libri on 8 giugno 2012 at 17:53

Io su certe cose non m’informo più, ma ogni tanto leggo il professore di San Bartolomeo. Poco m’importa quindi di danteggiare (v.n. Imitar Dante) sugli abitanti del Dahoméy o Dahomé, su cui era bene non scherzare, dato che, essere Dahomeáni significava esser battaglieri, valorosi, industriosissimi, ospitali (per quanto lo permette la loro civiltà); ma ladri e avidissimi di sangue.

D’altronde già alla voce Négra bantù (razza) la descrizione è chiaramente lombrosiana, per cui dopo un preambolo sulla schiavitù, che implicitamente punta il dito contro l’uomo bianco, la razza si distingue dai seguenti caratteri: pelle nera, leggermente untuosa; naso camuso, capelli lanuti e corti, bocca grande, labbra turgide e sporgenti: è la più adatta al clima tropicale e la sua intelligenza è limitata.

Ma cosa pensa allora, nel 1921, il Melzi di Cesare Lombroso? Semplicemente che aprì nuovi orizzonti alla scienza, con i suoi studi sulla pazzia, sull’atavismo, sulla pellagra, sul delitto e sulla prostituzione. Ma noto che non c’è ancora una voce su Freud, per cui gli indiani (d’America) si salvano, non ancora per i film che devono ancora arrivare, ma perché la loro condizione di miseria è indotta. Infatti van sempre più diminuendo, benché siano diffusi in tutto il continente. Vivono di caccia e di pesca. Costituivano in taluni distretti (Messico e Perù) una popolazione relativamente civile, quando gli europei invasero l’America. Soprattutto per trovar l’oro, si diede loro la caccia: i pochi rimasti abbrutirono nella disperazione.

Ora il Melzi mette nel calderone tutti, dai cheyenne ai sioux ai maya, passando per gli incas, però non assolve l’avido conquistadores che invade e tiranneggia in cerca d’oro. E’ che alcune cose forse se le fa raccontare, per cui i Bonzi sono sì dei sacerdoti, ma cinesi, giapponesi, cocincinesi ec., sacerdoti che si vantan di far piovere quando vogliono. Ed in questa visione salgariana, che racconta un oriente mai visitato, si erge l’incastro superbo di una voce oggi ininseribile in un contesto dizionaresco:

Incantatori di serpenti, Zingari Indù che vivacchiano su per le piazze dell’India, dell’IndoCina; e in generale, nell’Asia meridionale, esponendo alla curiosità pubblica parecchi serpenti di vara grossezza ammaestrati al suono d’un flauto.

Annunci
  1. chissà cosa avrebbe detto il prof.Melzi a proposito della banana dance e di Josephine Baker
    ‘esagitato fenomeno tribale di esotica convulsione danzante’ e.e

  2. Nel Melzi nessuna traccia della divina Josephine, l’albero del banano si chiama ancora Musa Paradisiaca, ma nel novissimo del 1951 trovo alla definizione Jazz:
    Nome di ballo moderno, d’importazione americana. L’orchestra che lo suona, composta dei più svariati strumenti, laceratori di ben costrutti orecchi.
    Oggi sulle enciclopedie troviamo persino gigi d’alessio (sic)

  3. (sic)
    definizione quantomai azzeccata
    ‘lacero’

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: