Combray

Barbarismi di parte

In Cultura, Libri on 18 maggio 2012 at 13:26

Oggi di barbaro non è rimasto più nulla, tutto è legittimato catodicamente, dai parcheggi sotterranei a tracce di contatti alieni che si riscontrano nei cibi biologici, ma ci fu un tempo felice in cui esistevano i barbarismi. Il Prof. Camillo Perricone Siracusa nel 1918, pubblica per R.Bemporad & Figlio di Firenze un piccolo manuale tascabile “di tenue prezzo e senz’alcuna pretesa dottrinaria” dal titolo Enciclopedia Letteraria Tascabile.

Storia della letteratura italiana dal duecento all’ottocento, storia dell’arte, precetti di metrica, mitologia greca e latina e per finire vocabolario dei francesismi, barbarismi, neologismi, idiotismi, modi errati e corrispondenti vocaboli propri. La maggior parte di questi vocaboli oggi è di uso corrente, nessuno si sognerebbe invece di abolire alternativamente in favore di or l’uno or l’altro oppure di dire rinfranco o assegnamento al posto di risorsa. Su alcuni vocaboli il prof. Perricone è forse troppo pignolo per cui è meglio forbici  piuttosto che forbice ma su molti non possiamo che essere d’accordo, perchè usare l’indomani invece che il giorno dopo?

Su di alcuni francesismi la situazione si ingarbuglia, per cui il vocabolo ritirata non va usato, meglio latrina-cesso-luogo comodo mentre per il termine toelette il Perricone con tristezza sentenzia che ormai questo francesismo è di uso comune purchè scritto e pronunziata all’italiana e solo per quel mobile e quella stanzetta che tutti conoscono. E se qualcuno non la conosce? Cioè voglio dire, improvvisamente dalla ritirata=cesso si passa a più miti consigli, come se duemila anni di conquiste in quel campo non ci fossero mai state. E allora ha più senso che un latinismo come tangente non venga utilizzato a sproposito, ma soprattutto oggi ci si orienti verso parte, porzione, quota, rata.

Innumerevoli sono le varianti sul vocabolo colpo, il semplice colpo di testa (quando non significa capata, zuccata) è un capriccio, un’idea pazza, una risoluzione temeraria, il più complesso colpo di mano (nel senso militare) diventa fatto ardito di guerra, assalto improvviso, mentre la locuzione colpo di stato viene accettata con rassegnazione non trovando una maniera breve che gli corrisponde. L’implosione culturale in fermento ed i caratteri semplicistici della vita moderna, acuiscono il rimpianto del passato come rifiuto della standardizzazione, quando il volgare francesismo miraggio scompariva di fronte alla più autarchica illusione ottica ed alla più poetica Fata Morgana.

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