Combray

Big man Hal

In Uncategorized on 15 aprile 2012 at 10:50

Il vecchio Hal Sofronskij sfornava pane tutte le mattine, dato che faceva il panettiere. Diciamo che il suo negozio non era proprio ultrachic, un incrocio fra la locanda dei Thenardier ed una topaia. Ma il pane era buono e Hal non era nemmeno il suo vero nome, dato che glielo affibiò nientemeno che Stanley Kubrick, un giorno che era entrato per comprare una rosetta da farcire con tonno e rape rosse (il suo piatto preferito). Sentendolo parlare, con quella sua voce metallica e macchinosa, il maestro disse che gli ricordava Hal 9000. Almeno questo è quello che racconta il buon vecchio Hal quando è sbronzo.

Ma a Coney Island negli anni settanta, tipi bizzarri ne esistevano eccome. Prendete suo nipote Wiggels e quel suo strano trabiccolo con cui consegnava il pane. Si ostinò a montare un hard disk, che allora in pochi sapevano cosa fosse, come scatola nera in caso di incidente. In effetti un incidente lo ebbe, con la signora Dunstan che usciva dal parrucchiere. La investì di netto in un grigio pomeriggio di novembre. La signora Dunstan svenne, sommersa da sfilatini e baguette, e venne fatta rinvenire qualche ora più tardi da Waldo Delicatessen dopo la somministrazione per via endovenosa di due Pelmo-soda.

La Dunstan, moglie di un famoso principe del foro di Manhattan, tal Lindo Hostergosh, fece causa al forno di Hal per 100.000 dollari, inserendo nella richiesta di risarcimento anche una fornitura di pane di Kamut per dieci anni. Venne analizzata minuziosamente la scatola nera-hard disk dai periti che giunsero alla conclusione che una diavoleria simile non avrebbe avuto futuro. L’hard-disk venne così rottamato da uno sfasciacarrozze convenzionato con il tribunale e la causa vinta da Hal, che potè continuare a destreggiarsi fra lieviti madre e farine. Lo scapestrato nipote Wiggels, costretto a lasciar perdere l’elettronica sperimentale, venne obbligato a consegnare il pane servendosi dei mezzi pubblici e più precisamente del 36 barrato che faceva quasi tutto il giro dell’isolato.

Si infransero così i suoi sogni di gloria. Il suo progetto più ambizioso, quello di un microchip da inserire nell’impasto per la rintracciabilità delle pagnotte, fu considerata utopia di un folle.

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