Combray

Un delicato artigiano

In Cinema on 25 marzo 2012 at 10:41

Che qualcuno si ricordi di lui. Tra il 1892 e il 1900, mezzo milione di spettatori vide i suoi spettacoli al Musée Grèvin di Parigi. Eppure il suo ruolo nella storia del cinema è considerato marginale. Fu il primo ad organizzare in maniera consapevole e creativa proiezioni cinematografiche su di uno schermo, davanti ad un pubblico pagante e con l’accompagnamento musicale in sala. Tutto accadeva sullo stesso boulevard dove gli uomini erano ancora prigionieri dei loro sogni.

Emile Reynaud disegnava direttamente sulla pellicola le sue pantomime luminose piene di poesia e di ingenuità. Il suo teatro ottico, da molti non considerato nemmeno cinema, era di scena tutte le sere al Musée Grèvin. Emile era nato a Montreuil sous Bois dove Georges Méliès costruirà il suo teatro di posa. Appassionato di disegno, sfruttò le potenzialità delle vecchie lanterne magiche per animare in modo più moderno i vecchi disegni. Grande artigiano, meraviglioso “pittore di film”, come lo definirà Sadoul, svilupperà in diverse tappe un suo mondo di immagini che avrà come punto di arrivo Le Théâtre Optique.

Il principio è identico a quello del prassinoscopio, già brevettato da Reynaud nel 1877, ma l’introduzione delle pellicole flessibili di cellulosa rende possibile un numero di pose o disegni illimitato e non finito come nel caso del prassinoscopio. Reynaud brevetta il Teatro Ottico il 14 gennaio 1889. Nel brevetto descrive il dispositivo come “…un’ apparecchiatura che ha per scopo di ottenere l’illusione del movimento con una striscia flessibile di lunghezza indefinita che reca una serie di pose che possono venir disegnate o stampate…”. L’idea di cinema dovrebbe essere tutta lì, in quelle poche parole ed in quell’illusione del movimento. Emile impiega tre anni per perfezionare il suo Teatro Ottico e per disegnare le striscie di pellicola con le sue storie.

Il 28 ottobre del 1892 ha luogo la prima rappresentazione delle sue pantomime luminose al Musée Grèvin: Un bon bock 700 pose 50m. 12-15 minuti, Pauvre Pierrot 500 pose 36m. 10-12 minuti, Clown set ses chiens 300 pose 22m. 6-8 minuti. Emile Reynaud stesso provvede a far scorrere manualmente la pellicola, la durata dello spettacolo può quindi variare di qualche minuto, ma i sogni hanno per caso conti stabiliti? La musica suonata in sala è scritta dal maestro Gaston Paulin, direttore dell’orchestra del museo e, per le prime rappresentazioni sarà proprio Gaston, dietro le quinte, a cantare la serenata a Colombina in Pauvre Pierrot.

Il successo degli spettacoli di Reynaud non è certo inferiore a quello dei Fratelli Lumière e tutto ciò avviene tre anni prima della famosa serata al Grand Café. Questi primi tre soggetti vennero presentati per oltre un anno ad un pubblico assiduo e numeroso e, a partire dal 1° gennaio del 1895 due nuovi film si aggiungeranno ai primi tre: Un rêve au coin du feu ed Autour d’une cabine 636 pose, 45m. 12-14 minuti di proiezione. Quest’ultima pantomima sarà la più famosa, perché giunta fino a noi completa, ma è l’anno, il milleottocentonovantacinque, ed un salone indiano che decreteranno la fine delle illusioni sul movimento, ma seguirà un triste, solitario y final. (5_continua) 

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