Combray

Un sogno provvisorio

In Letteratura on 18 marzo 2012 at 17:55

«Eppure pensavo di essere in un ventre di vacca» – furono le sue ultime parole. Tim “Bach” Stawroskij spirò così nel suo bunker di zucchine in salamoia nell’autunno del 1929. L’ispettore Kellum non le poteva sopportare e si tenne sempre alla larga dal bunker, sventolando ai colleghi il certificato medico che lo esonerava dal trattare con le zucchine. Tim emigrò con i suoi da Odessa intorno al 1905, quando per una partita di carne avariata, Afanasi Matuscenko decise di bombardare una città.

Nel 1906 quel grand’uomo di Lee De Forest brevetta l’Audion, inserendo nella valvola a diodo di Fleming un terzo elemento chiamato griglia, in grado di controllare il flusso degli elettroni tra catodo e anodo, dispositivo che solo i più tristi di spirito chiameranno triodo. In breve Tim lavora come garzone di De Forest per un paio d’anni, procurandogli le griglie necessari per l’Audion, ed il magico Lee lo ricompenserà raccomandandolo come piastrellista presso l’impresa Cullem-Bryant che costruiva grattacieli. E’ qui che diventerà celebre.

Come posatore di piastrelle è un genio, le sue fughe rimarranno memorabili, da qui il nomignolo Bach che lo accompagnerà per tutta la vita. Uomo sveglio ed arguto non riuscirà tuttavia a prendere mai la patente. Si ostinerà per tutta la vita ad asserire che, davanti alla scritta Alt! Cocomeri, si ha l’obbligo di fermarsi. La crisi del 1929 sarà per lui fatale. Investì tutti i suoi risparmi in una ditta che produceva spremikumquat. La crisi ridurrà in maniera drastica i consumi di kumquat in Virginia e Connecticut e Tim perse tutto. Uscì di senno in breve tempo, picchiava spesso i fruttivendoli sprovvisti di kumquat e comprava quantità industriali di zucchine in salamoia. La legge gli mise allora alle calcagna l’ispettore Kellen o Kellum o come diavolo si chiama, che non combinerà molto. Il colpo apoplettico che ne seguì, gli lasciò in bocca la celebre frase che il capitano di vascello Eugenio N. Golikov, comandante della Potemkin, amava ripetere a sua moglie nei riguardi del suo nuovo incarico.

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