Combray

Un destino diverso

In Letteratura, Libri on 11 dicembre 2011 at 10:05

La risposta di Arnoldo Mondadori a Gian Battista Melzi non si fece attendere, o forse si. Fatto sta che nel 1950 esce la PEM Piccola Enciclopedia Mondadori, 42.000 voci, 3.000 illustrazioni, 32 tavole a colori, 16 carte geografiche, 1124 pagine. Di taglio un po’ più moderno, rinuncia al pettegolezzo spicciolo dei denigratori del Melzi (non io) a favore di un approccio più moderno. Molte voci di scrittori, filosofi e statisti, hanno il loro approfondimento a tutta pagina, firmato dal curatore della voce.

Dei propri padri però non ci si dimentica, cosicché arrivato alla voce di Hitler Adolfo scopro che costui esordisce come, “Stuccatore e decoratore di pareti vissuto per molti anni a Vienna.” Si prosegue poi con: “Sbarazzatosi nei primi tempi a colpi di rivoltella dei più vicini collaboratori sospettati di secessione.”

E se la storia fosse cambiata per un dettaglio? Se lo stuccatore di pareti fosse stato tenuto in maggiore considerazione dalla borghesia viennese dell’epoca? Se qualche signora in più lo avesse chiamato per mettere a posto casa? “Oh signora Krause, è tanto un bravo ragazzo si chiama Adolfo, lo conosce?”- “Certo Frau Bluchner, mi ha messo la carta da parati in camera da letto, una pasta d’uomo.”

La PEM si riallinea quasi subito alla storia ufficiale, e nel finale si fa addirittura menzione del suo suicidio, il 30 aprile 1945, assieme ad Eva Braun sposata poche ore prima. La stessa voce nel Melzi del 1951 è priva di aneddoti e curiosità, non si scherza con la storia recente per cui se sia stato stuccatore o disegnatore di acquerelli poco importa. La figura di Adolf Hitler è tratteggiata senza fronzoli, è precisa e puntigliosa nella descrizione degli avvenimenti, ma lascia un alone di mistero sulla sua fine: “Disperso a Berlino 1889†1945.” E’ probabile che sia iniziata allora l’usanza di considerare misteriose alcune morti, lasciando aperti spiragli fantastici che coinvolgeranno in futuro Elvis, Jim e Jimi, Janis ed altri. Ancora una volta il Melzi aveva visto giusto.

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