Combray

Era un mattocchio estroso

In Letteratura, Libri on 27 giugno 2011 at 06:07

“Intanto, ai centrocampisti si aggiungeva Mariolino Corso, mancino di arguta fantasia pedatoria, che per avere scarsissima voglia di correre era stato pian piano emarginato fino a trovarsi ala sinistra.Ma tutti sapevano che era un ala finta. Herrera lo detestava e ogni anno lo metteva nell’elenco dei trasferibili: puntualmente, Moratti lo depennava: per lui Corso era un genio, e solo parlare di venderlo era un sacrilegio. Forte di questa posizione, Mariolino Corso trattava Herrera come un povero nesci. Quale che fosse l’ordine, lui gli rispondeva con un tasi mona che la diceva lunga sul carattere di entrambi. Herrera abbozzava fingendo di non sentire.

A Mariolino piaceva andarsene trottignando per il campo ed entrare solo nelle fasi che gli dicevano qualcosa. Quando lo vedevano di buona voglia, i compagni intuivano che la vittoria era assicurata. Quando restava ai margini (specie nelle giornate di pioggia), su Mariolino non si poteva contare. Era un mattocchio estroso. Pirlando sulla stampella del destro, usava il sinistro alla stregua di un prodigioso pennello: dribblava di netto, senza scattare mai,e toccava palla con deliziosa insolenza. Sulla via di Santiago del Cile, la nazionale cecoslovacca aveva sostato a San Siro per un’ amichevole con l’Inter. In tribuna erano i tecnici federali e i 22 azzurri che avevano scelto per i mondiali imminenti: Corso era stato escluso e senza darlo a vedere se ne doleva assai.

Giocando contro i cechi, ebbe un’ impennata improvvisa: ne scartò una mezza dozzina, non uno di meno, e giunto al fin della licenza toccò in rete con ciranesca boria: mentre il pubblico tumultava in preda all’entusiasmo, Corso venne trottignando sotto la tribuna dove erano Mazza e Ferrari: piegò il braccio sinistro, la cui mano era chiusa a pugno, e con la destra picchiò sulla doccia del gomito. Il gesto era di clamorosa strafottenza: i tecnici federali si sentirono sollevati quando fu evidente che Corso, squalificato a furor di giudici, non avrebbe in ogni caso potuto far parte della spedizione al Cile”.

Questa è la descrizione di Mariolino Corso fatta dal Principe della zolla in Storia critica del calcio italiano. Il problema di copiare un pezzo di Gianni Brera su word, è che il controllo ortografico impazzisce.

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