Combray

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In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 28 settembre 2017 at 22:41

ivan il terribile

La situazione del cinema italiano e del cinema in generale può sembrare di difficile lettura.

Le sale vuote, il cinema inteso come edificio destrutturato e desolante dentro cui vendere panini, l’adorazione del feticcio-cinema sempre più compromesso da oscuri servomeccanismi di prodotto industriale di consumo.

Invece capita che il tg2, nella sua rubrica costume e società, faccia un idilliaco resoconto dell’appena terminato festival di venezia. Riporto gli stralci più significativi dell’inviata, di cui è bene e pio ch’io taccia il nome.

Si chiama magnetismo da tappeto rosso ed è un energia che travolge, nessuno e diciamo nessuno resiste a buttargli un occhio almeno una volta neanche in tempi difficili come questi. La mostra di venezia numero 74 questa volta c’ha davvero dato il meglio di se […]

Passerà alla storia dello spettacolo certamente il ritorno in scena della coppia bella e impegnata del cinema redford fonda un po’ di commozione, un po’ di come eravamo, un leone per due leoni dello schermo così è stato definito il premio alla carriera che hanno appena ricevuto.

Poi george clooney che si sa spacca sempre lo schermo e scatena i fan per lui un grande apparire con sua moglie amal […] A cavallo tra divismo e normalità è arrivato matt damon nei panni dell’uomo che vuole salvare il pianeta […]

Orgoglio italiano paolo virzì con il suo film americano al vaglio della giuria lui e signora perchè anche micaela ramazzotti in altra sede ci ha offerto una delle sue belle interpretazioni […]

Piatto ricco anzi ricchissimo a farsi vedere persino un mostro sacro come jim carrey che ridendo e scherzando ci ha raccontato quanto sia difficoltoso vivere una vita da comico […] Sfila al chiuso causa pioggia valeria golino in pigiama palazzo, splende il sole invece sull’arrivo di luisa ranieri.

E quando cala il sipario su questa 74esima edizione della mostra del cinema di venezia non possiamo che affermare: ne abbiamo viste cose.

Tralascio il tono enfatico con cui queste stronzate sono state dette, il passaggio su george clooney che spacca lo schermo e sul pigiama palazzo rasentano una volgarità intellettuale a cui è bene arrendersi, ma tralascio anche altri servizi che il tg2 trasmetteva da venezia, servizi ridondanti di pacchianeria, superficialità e disprezzo per i telespettatori.

Tutto ciò tuttavia non mi meraviglia visto il livello della testata, d’altronde il servilismo dei giornalisti del tg2 nei confronti di renzi in questi ultimi anni parla da solo.

L’umile domanda potrebbe essere: signora ma il leone d’oro chi cazzo lo ha vinto? Vorrei spingermi più in là, scomodare il buon Goffredo Fofi sulla difesa di una funzione politico-culturale del cinema ma temo che incomba sulla mia persona il lento ed inesorabile girarsi di Nikolaj Konstantinovič Čerkasov in Ivan Groznyj.

 

 

 

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Il supporto mnemonico

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 23 aprile 2017 at 09:36

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Caddi appiombo, come quelle anatre che, stanche di vivere, si lasciavano andare e smettevano di sbattere le ali durante le antiche migrazioni.

Homo ludens non lo ero mai stato, mi rinchiudevo in me stesso cercando di immaginare la mia carriera di accademico senza glutine intento nella riscoperta del passato. Così analizzavo con insistenza lo spettatore diseducato, la cultura incellofanata degli inserti dei giornali e riflettevo amaramente sulla maschera come divisione di classe.

L’altra faccia era il denaro a cui anelavo con cattiveria capitalistica. Beh non proprio, avrei voluto esserlo borghese e capitalista perchè si sa, un povero che diventa ricco unisce la missione del genio all’originalità della pagnotta mancante, termine con cui mio padre amava definire coloro che in fabbrica rinunciavano ad iscriversi al partito additando puerili scuse tipo un luogo geometrico da frequentare o una cena in trattoria.

La conoscenza poi di Mellifluo Scavazza non mi fu di aiuto. Alcolizzato, dedito alla religione nakfa, scrittore con il pallino della verità, raccontava nei suoi libri lo scontro dei gruppi egemoni in formato e/o reale nel senso che i protagonisti rinunciavano ad essere reali per diventare letterari.

Il suo più grande successo “Il supporto mnemonico” titolo di per se inconcludente se non con dei puntini, raccontava la penuria di anguille della bassa causata dai residui bellici che riaffioravano qua e là come leggiadre magnolie (in verità esplodevano facendo dei gran botti, per questo le anguille emigravano verso la foce e si spiaggiavano nonostante i pregiudizi dei mugnai che se le ritrovavano intorcigliate negli ulà dei mulini).

D’altronde aveva ragione Bacchelli quando sosteneva le istanze dei mugnai e quindi per fare buon pane non si dà macinatura migliore e più gentile di cotesta di fiume; ed in luogo dove si fece sempre il miglior pane del mondo, ch’è il ferrarese.

 

Resistenze

In Art, Books, Cinema, Cronaca, Cultura, Letteratura, Libri, News, Poesia, Politica, Uncategorized on 9 aprile 2017 at 10:24

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L’altra sera, mentre la mia parca cena mi proponeva il mio piatto preferito e cioè le Lenticchie di Babilonia, il disco di Nipkow era alimentato e sintonizzato sul primo canale.

La pur problematica scansione (a tutti nota) del mezzo, mi permetteva comunque di essere informato sugli avvenimenti del mondo.

In realtà la guardavo distrattamente dato che, tra una cucchiaiata e l’altra, sfogliavo di Andrè Thevet la Cosmographie universelle illustrèe de diverses figures, in fol. Paris 1575 che mi ero deciso ad acquistare dal droghiere sotto casa nonostante le pessime recensioni che avevo letto nell’agile volumetto stampato in Venezia per Sebastiano Coleti, Metodo per istudiare la geografia (Tutto ciò, ch’ha fatto il Thevet, è pessimo, e quest’opera è ancora peggiore dell’altre).

Venni distolto dalla lettura per un attimo, lo speaker del telegiornale era lieto di presentare a tutti gli italiani l’uscita di un nuovo film dal titolo Moglie e marito. Contestualmente, la melliflua voce di vincenzo mollica partiva nel suo classico panegirico di mezza sera che vi riporto integralmente: “Moglie e marito opera prima di simone godano è una commedia poetica e spassosa e riuscita. Protagonisti bravissimi kasia smutniak e pierfrancesco favino”.

La misera storia prometteva risate e spasso per due ore, la nuova commedia all’italiana finalmente strizzava l’occhio ai grandi plot d’oltreoceano, rinunciando definitivamente al suo squallido provincialismo.

Seguiva l’intervista ai due protagonisti che decantavano le loro gesta regalandoci anche il loro mainstreampensiero con la bella kasia che affermava: “E’ stata un’ esperienza molto interessante, ho capito molto di più del mondo maschile, ho visto un po’ me stessa da fuori con tutte le mie piccole cavolate che faccio giornalmente. Ci sto lavorando sopra”. Il regista poi rincarava la dose dato che: “Entrando nel corpo dell’altro si scopre qualcosa di più del previsto” frase che a me sembrava non voler dire un cazzo ma che a mollica è andata bene.

Il mini-trailer che è seguito ha confermato la bontà dell’opera, ma ha avuto il torto di eliminare la sequenza clou del film, quella in cui la smutniak, seduta a gambe aperte sulla tazza del water esclama: “oh cazzo c’ho la figa”.

Poi il disco di Nipkow si è inceppato, il volume del Thevet, vista l’età, mi si è spaginato e sono andato a letto.

Stordito da tanta bellezza non riuscivo a dormire, ho rispolverato allora una vecchia litania che utilizzo in questi casi…Visconti opera prima Ossessione, Antonioni opera prima Cronaca di un amore, Pasolini opera prima Accattone, Zurlini opera prima Le ragazze di San Frediano, Lizzani opera prima Achtung! Banditi!